IL RISCHIO SUICIDARIO: VALUTAZIONE E TRATTAMENTO

FAD

Dal 16-04-2026 al 15-04-2027
  • Inizio iscrizioni: 13-04-2026
  • Fine iscrizione: 05-04-2027

    Dettaglio

  • Accreditato il: 01-04-2026
  • Crediti ECM: 50.0
  • Ore formative: 50h
  • Codice Evento: 484180
  • N. Edizione: 1
€ 463.60

AVVISO IMPORTANTE

Quota di partecipazione: €590 + IVA

Tariffa Early Bird: €380 + IVA per iscrizioni effettuate entro il 31 maggio 2026.

Presentazione

Il presente corso affronta in modo sistematico e integrato il fenomeno del comportamento suicidario, considerato nell’ottica della sua complessità epidemiologica, psicologica, neurobiologica e socioculturale. Dopo una introduzione sulle dimensioni epidemiologiche del suicidio, contestualizzate alla sua rilevanza come problema di salute pubblica con impatto clinico su individui, famiglie e sistemi di cura, il corso esplora il background socio‑storico e culturale della suicidologia e delle concezioni relative al suicidio come atto intenzionale e prevenibile.

Il percorso didattico include una disamina critica dei principali modelli teorici del comportamento suicidario, con riferimento alle strutture concettuali che spiegano l’interazione dinamica tra fattori predisponenti, precipitanti e fattori volitivi nell’eziologia del suicidio, sottolineando l’importanza di una visione multifattoriale che integri componenti psicologiche, sociali e biologiche nel continuum che va dall’ideazione al tentativo e al suicidio completato.

Viene inoltre approfondito il contributo delle dimensioni psicopatologiche, con particolare riguardo ai correlati cognitivi, affettivi e comportamentali, nonché agli aspetti psico‑neuro‑biologici ed epigenetici che modulano la vulnerabilità individuale e le risposte allo stress. La trattazione dei fattori di rischio e dei relativi indicatori di gravità è finalizzata a consentire una comprensione critica dei determinanti clinici, demografici e contestuali che incrementano la probabilità di comportamenti suicidari.

Una parte centrale del corso è dedicata alla valutazione del rischio suicidario, in cui viene illustrata la terminologia specifica (ad es., ideazione, pianificazione, tentativo di suicidio e suicidio) e si discutono strumenti clinici di assessment strutturati e standardizzati utilizzati nella pratica professionale per quantificare la gravità e la probabilità di suicidio.

La sezione finale del corso è orientata ai principi di prevenzione e gestione del rischio suicidario, con particolare attenzione alle strategie di intervento basate sull’evidenza, alla costruzione di un approccio integrato di prevenzione, gestione della crisi e follow‑up, nonché ai fondamenti della Cognitive Behavioral Therapy for Suicide Prevention (CBT‑SP) come modello terapeutico specifico teoricamente fondato e clinicamente consolidato per affrontare e ridurre il rischio di comportamenti suicidari.

L’integrazione tra conoscenze teoriche, comprensione dei meccanismi di rischio e capacità di applicare strumenti di valutazione avanzati è finalizzata a sviluppare competenze cliniche solide per la conduzione di interventi preventivi e terapeutici efficaci, in linea con le più recenti evidenze scientifiche e linee guida internazionali nel campo della suicidologia.

Programma

Modulo A - Introduzione al corso e fondamenti teorici sul suicidio

  • 1.0 - introduzione al corso - Dott.ssa Stefania Righini
  • 2.0 - obiettivi corso – Dott. Filippo Turchi
  • 3.0 - il suicidio: storia, aspetti culturali, definizioni, classificazione diagnostica, modelli - Dott. Filippo Turchi
  • Evidenze scientifiche di approfondimento

Il fenomeno suicidario in Italia (Epicentro ISS, 2024) - Dati epidemiologici nazionali, fattori di rischio (es. alcol, isolamento) e effetti del lockdown Covid-19.

Suicidio: fattori di rischio e prevenzione (AA.VV., Giunti Psychometrics, 2020) - Elenca fattori biologici, psicologici e socio-ambientali, con attenzione agli impatti della pandemia Covid-19.

Neurobiology of Suicidal Behavior (Pandey, 2000; edizioni aggiornate) - Integra fattori biologici, clinici e genetici nel comportamento suicidario, con focus su meccanismi neurochimici.

The neurobiology of suicide - A Review of post-mortem studies (Eyre et al., 2013) - Analisi di studi post-mortem sulla neurobiologia del suicidio, complementare a Mann (2003).

 

Modulo B  - Modelli e valutazione del rischio suicidario

  • 4.0 - approfondimento modello biopsicosociale 2.0 in ottica connettoma - Dott.ssa Stefania Righini
  • 5.0 - il rischio suicidario: fattori di rischio, valutazione, fattori neuropsicologici, fattori protettivi, strumenti di valutazione - Dott. Filippo Turchi
  • Evidenze scientifiche di approfondimento

Suicide Risk in Bipolar Disorder: A Brief Review (Serretti & Fabbri, 2019) - Revisione sintetica sui fattori di rischio nel disturbo bipolare, con dati epidemiologici e implicazioni cliniche.

Individual-level risk factors for suicide mortality (Franklin et al., 2023) - Riassume i principali fattori di rischio individuali per mortalità suicidaria, con analisi epidemiologica e strategie di prevenzione evidence-based.

Suicide attempts in bipolar I and bipolar II disorder (Novick et al., 2015) - Analisi comparativa del rischio suicidario nei sottotipi bipolari, evidenziando differenze cliniche simili a Hawton (2005).

Towards a clinical model of suicidal behaviour in psychiatric patients. (Mann er al., 1999) - Propone un modello clinico integrato del comportamento suicidario che collega vulnerabilità biologica, tratti di personalità e fattori ambientali, costituendo una base teorica per la valutazione del rischio

 

Modulo C - Gestione e intervento clinico nel rischio suicidario

  • 6.0 - approfondimenti sulla valutazione del rischio e sulla motivazione al trattamento. applicazione sul piano clinico con contratto antisuicidio – Dott.ssa Stefania Righini
  • 7.0 - la gestione del paziente a rischio di suicidio: introduzione alle tappe del trattamento, prevenzione, colloquio - Dott. Filippo Turchi
  • Evidenze scientifiche di approfondimento

Cognitive Behavior Therapy for Suicide Prevention (CBT-SP; Stanley & Brown, 2012) - Protocollo strutturato di CBT per prevenire ricadute suicidarie, affine ai modelli di Wenzel e Beck

 

Modulo D - Applicazione clinica e protocolli di intervento nel rischio suicidario

  • 8.0 - aspetto applicativo, approfondimento ed introduzione a prima visita – Dott.ssa Stefania Righini
  • 8.1 - simulata prima visita – Dott.ssa Chiara Caliò, Dott.ssa Stefania Righini
  • 8.2 - simulata contratto antisuicidio e valutazione rischio – Dott.ssa Chiara Caliò, Dott.ssa Stefania Righini
  • 9.0 - approfondimento pratico sulla valutazione del rischio – Dott.ssa Stefania Righini
  • 9.1 - simulata sui fattori di rischio e reiterazione del contratto – Dott.ssa Chiara Caliò, Dott.ssa Stefania Righini
  • 10.0 - approfondimento cbt-sp + allegata columbia cssrs – Dott.ssa Stefania Righini
  • 10.1 - simulata concettualizzazione – Dott.ssa Chiara Caliò, Dott.ssa Stefania Righini
  • 11.0 - CBT-SP – messa in sicurezza e piano di emergenza – Dott.ssa Stefania Righini
  • Evidenze scientifiche di approfondimento

Cognitive therapy for the prevention of suicide attempts (Brown et al., 2005) - RCT sull'efficacia della terapia cognitiva nella prevenzione di tentativi suicidari, simile ai protocolli di Wenzel/Beck.

 

Modulo E - Dalla gestione della crisi alla fase intermedia della CBT-SP

  • 12.0 - CBT-SP – gestione crisi suicidaria e ragioni per vivere – Dott.ssa Stefania Righini
  • 13.0 - CBT fase intermedia – Dott.ssa Stefania Righini

 

Modulo F - Chiusura del trattamento CBT-SP e gestione del comportamento suicidario in DBT

  • 14.0 - CBT-SP fase ultima – Dott.ssa Stefania Righini
  • 15.0 - il comportamento suicidario in ottica DBT – Dott. Filippo Turchi

 

Modulo G – Aspetti legali

  • 16.0 - aspetti legali – Dott. Filippo Turchi

 

Modulo H - Il colloquio clinico in psicoterapia cognitiva

  • Ruggiero, G. M., & Sassaroli, S. (2013). Il colloquio in psicoterapia cognitiva: Tecnica e pratica clinica. Raffaello Cortina Editore. - Il testo sostiene che la domanda “cosa dire al paziente” non è affatto ingenua, perché la psicoterapia non è un sapere misterioso riservato a pochi, ma si basa su tecniche e procedure che possono essere esplicitate e insegnate. In particolare, il colloquio cognitivo segue principi chiari e ha l’obiettivo di aiutare il paziente a comprendere il legame tra emozioni e pensieri, a mettere in discussione la validità e l’utilità di questi ultimi e a svilupparne di nuovi, più realistici e funzionali. Questo costituisce il nucleo di ciò che il terapeuta cognitivo comunica al paziente ed è il tema centrale del libro.

Informazioni

Obiettivo formativo

22 - Fragilità e cronicità (minori, anziani, dipendenze da stupefacenti, alcool e ludopatia, salute mentale), nuove povertà, tutela degli aspetti assistenziali, sociosanitari, e socio-assistenziali

Mezzi tecnologici necessari

  • Pc con sistema operativo Windows (windows 10 o superiore) 
  • Mac (OS 10 o superiore) 
  • Dispositivi Mobile (per la fruizione dei corsi se realizzati con tecnologia compatibile) 
  • I più recenti browser web aggiornati (es: Chrome, firefox, Edge) 
  • Connessione internet 
  • Amplificatore audio con autoparlanti

NB: é consigliato utilizzare browser web aggiornati all'ultima versione 

Procedure di valutazione

Il test di apprendimento è articolato in 8 sessioni di verifica, ciascuna collocata al termine del relativo modulo formativo. Complessivamente, il test comprende 150 domande a risposta multipla, ciascuna con quattro alternative di cui una sola corretta, somministrate con un sistema di doppia randomizzazione.

La verifica si intende superata con il raggiungimento del 75% di risposte esatte; il partecipante ha diritto a effettuare fino a cinque tentativi. 

Informazioni

Il corso si rivolge a tutte le professioni sanitarie che:

  • Desiderano acquisire conoscenze e strumenti aggiornati per la comprensione, la valutazione e la gestione del comportamento suicidario, al fine di migliorare la qualità dell’assistenza e la sicurezza delle persone prese in carico.
  • Vogliono sviluppare e potenziare competenze professionali fondamentali nella relazione clinica con pazienti a rischio, quali la capacità di ascolto attivo, la valutazione strutturata del rischio suicidario, la gestione delle situazioni critiche ed emergenziali, il riconoscimento dei fattori di vulnerabilità e la pianificazione di interventi preventivi efficaci e basati sull’evidenza.

I partecipanti non abilitati a operare in ambito psicopatologico potranno applicare quanto appreso esclusivamente in contesti non clinici, come attività di formazione, educazione e promozione della salute, senza svolgere interventi di valutazione o trattamento del rischio suicidario in ambito clinico.